Uniti.Qui. Anche tu?

Abbiamo sempre, Enrico ed io, coltivato l’dea di andarcene dall’Italia.
Quando insegnavo italiano agli stranieri mi ero inventata un giochetto divertente, potenzialmente disperante e crudelissimo,in cui si dovevano indicare le motivazioni che ci spingevano ad andarcene dal nostro paese (intendendo con esso lo stato)e quelle che ci spingevano a rimanere.
Ogni volta rimanevo sempre scossa da quante poche ed effimere (in opposizione a quelle granitiche e lampanti per andarsene) fossero le ragioni per restare, tra cui gli amici,la cucina, radio3, i fiumi del Friuli, un particolare senso del bello e della comunità di mediterranea eredità…
Sta di fatto che, per mille motivi consapevoli e meno, siamo ancora qui.
Lo stare può avere differenti sfumature e sapori che si possono, non sempre ma spesso,scegliere.
Stiamo cercando accuratamente di evitare di stare con rancore,sconforto,dileggio,polemica. Stiamo aprendo di più le nostre vite all’entusiasmo, progettazione, amicizia, bellezza, armonia.
Bellissime parole che stiamo inverando,quotidianamente,per far sì che lo sforzo di vivere sia sempre più una festa e una gioia.
E’ per questo che, insieme ad alcuni amici, Luca Vivan & Valentina Cipolat,che condividono il senso d questa ricerca e di questa volontà, abbiamo dato vita a un’associazione culturale,FREEULIAMO, ,che vuole creare un tempo e uno spazio per la condivisione di conoscenze che noi (o chi collaborerà con noi) abbiamo a nostra volta acquisito, come ayurveda, le fiabe, la lievitazione a pasta madre, la cesteria,la pratica meditativa, la ceramica, il mosaico…mani e cuore e testa uniti in uno sviluppo armonioso,creativo,nuovo e antico.
Tutto questo da farsi, per ora, nella regione che ora ci ospita, il Friuli, ancora selvaggia, piena di meraviglie scampate a tutto e tutti, brusca e tenera come una vite, una lepre, una pietra scavata dall’acqua.
Inizieremo con questo, aperto a tutti, a prezzo politico.
UN SOGNO DI FINE AUTUNNO TRA I BOSCHI DEL FRIULI
Venite?

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Ti prosciugheranno no? No!

Giovedì scorso è stata una giornata pesante: avevo lavorato tutto il giorno e poi alla sera era programmato il corso di cucina ayurvedica, primo incontro della novella edizione della maga delle spezie. Nonostante tutto l’entusiasmo profuso e l’energia impiegata per il progetto e la sua diffusione, le partecipanti erano solo 4.             
Come un vero attore di teatro che dà il suo meglio anche per un unico spettatore presente, ho cercato di comunicare, con tutto l’entusiasmo possibile, le mie competenze e conoscenze, anche se ero triste e demotivata.                      Il giorno dopo non avevo nessuna, sottolineo nessuna voglia di lavorare.                 
Ero stanca, giù di tono e, scusate il francesismo, scoglionata.                  Avevo un trattamento alle 9.30 e provai a chiamare la ragazza per disdirlo, ma si sentiva che aveva una voglia matta di essere massaggiata e allora raccolsi le mie povere ossa e andai, sperando che tutto finisse il prima possibile.

Già entrando in studio mi sentiii subito meglio: ormai sono anni che ci lavoro e a forza di incensi, mantra e vibrazioni tenute al livello più alto possibile è un posto dove si sta bene anche solo entrando, a detta di tutti quelli che sono venuti.

Per fortuna la ragazza che dovevo massaggiare era un burro fuso: morbida, sciolta, fresca come un cespo di radicchio.                                    Mentre la massaggiavo successe la stessa alchimia che era capitata la sera prima: la stanchezza si trasformò in tranquillità, la malavoglia in bonomia, lo scoramento ( per non dire altro) in sorriso.                                    E allora ho pensato che questa è la magia del mio lavoro: dare e ricevere allo stesso momento.E la cosa più straordinaria è che ciò che dai e ciò che ricevi non è nè tuo, nè suo, nè mio, nè di nessuno: ci abita e ci vive.

Io non sono lì che profondo la mia energia su qualcun altro che supinamente la raccoglie e se la porta via lasciandomi più povera ed esausta.  Chi viene da me non mi toglie nente e io non dò niente a nessuno: altro non facciamo che far danzare l’energia che è in noi. Non devo difendermi, proteggermi dagli influssi di chi viene ad ascoltarmi o a farsi trattare. Io quando lavoro, sono in una relazione che, in quanto tale è scambio, gioco in cui tutti vinciamo. Io vinco perchè faccio del bene e donando mi ricarico; chi riceve vince perchè accoglie e accogliendo si arricchisce.

Per fare un lavoro in cui hai che fare con i problemi degli altri esseri umani, e sei in qualche modo chiamato ad aiutarli a risolverli, nella speranza che possano venire da te non perchè stanno male, ma perchè stanno bene e vogliono celebrarlo questo bene, aumentarlo, gustarselo appieno, dovresti sempre tenere a mente che sei uno strumento di un’energia a te infinitamente superiore, che è la responsabile finale della Cura e del Bene.                                                                                    Il tuo compito, grandioso, immane, è quello di essere un buon strumento, dedito, onesto, coraggioso, pulito, che possa permettere a quest’energia che tutto pervade di operare tramite te.

E, operando grazie a te, non può fare altro che aiutarti a stare sempre meglio: il pennello che dipinge l’aurora non è diverso dall’aurora stessa…                                        .

 

Pratiche di purificazioni autunnali

nadi-shodhana

Oggi, giornata un po’ grigia e bigia qui a Nord Est dello stivale, sono finalmente a casa, senza impegni e viaggetti e mi posso dedicare a studio, scrittura e varie pratiche di purificazioni autunnali.

Ho deciso di dedicarmi alla pulizia dell’intestino, seguendo le indicazioni di uno dei miei mentori, il dottor Dorigo, che ha creato un piccolo kit per il lavaggio del tubo digerente in tutta la sua lunghezza.

Il kit è composto da un complesso erboristico alimentare, che favorisce la peristalsi, da integrazioni vitaminico-minerale, trofiche e disintossicanti e acidofili per favorire la riconolonizzazione di una nuova flora ebiotica, ottimale perchè biogenerata in condizioni ambientali ottimali.

Tale pratica è perfetta sempre ma specialmente ora, che è autunno.

Durante l’estate Pitta si accumula e durante l’autunno si aggrava, cioè si manifesta con tutto quello che ciò può comportare, tipo febbre, indigestioni, costipazioni, bruciori di stomaco.

Pitta è il dosha che sovrintende all’energia, alla trasformazione, che possiamo comprendere, ma non esaurire in tutte le sue funzioni, come sistema metabolico-endocrino-ormonale.

L’Ayurveda prevede, di conseguenza, delle pratiche autunnali, diete, stili di vita,  esercizi, che che mirano a contenere Pitta, senza farlo ulteriormente aggravare.

Per quel che riguarda la purificazione vera e propria: questo è il momento migliore per i lassativi:  latte preso alla sera/ uva o fichi/ 1 litro acqua -1 limone – 2 cucchiaini di sale, caldo da bere la mattina dopo aver fatto un piccolo digiuno con cibo leggero con ghi o olio; dopo aver bevuto bisogna fare dei piccoli esercizi di torsione per far scendere quello che abbiamo nello stomaco e per far muovere i vostri intestini.Se non riuscite a fare gli esercizi potete rollare, in un letto o sul pavimento; se ci sono problemi di ipertensione si può evitare di prendere il sale:  basta solo il limone / L’autunno è anche un momento perfetto per i prelievi di sangue, per poter purificare Pitta che ha nel sangue una delle sue sedi.

Per quanto riguarda la dieta: questo è un ottimo momento per il ghi, zucchero, frutta dolce, cereali, carne bianca, selvaggina o carne di animali acquatici, molluschi e crostacei, vino diluito con acqua( serve per aumentare il metabolismo corporeo), caffè, the, cibo dolce, amaro e astringente.                                                                            Non è un buon momento per miele, spezie, carne di animali grandi,carne rossa, cibo aspro, salato, piccante (la digestione e l’evacuazione non sono efficaci come dovrebbero)

Per quel che concerne lo stile di vita: non dobbiamo esporre il corpo al vento, all’aria fredda, sole, ma stare a casa al coperto e calduccio/Attività sessuale moderata/ I colori degli abiti saranno non troppo accesi ma tenui.

Per ciò che riguarda gli esercizi: esercizi per sbloccare le articolazioni e sopratutto la respirazione è molto importante: la pratica migliore è iniziare a fare 5 cicli di nadi shodana, la respirazione a narici alternate: inspira sinistra, espira destra, inspira destra, espira sinistra; il tutto fatto con un certo ritmo, si deve sentire l’aria che arriva nel cervello/ Successivamente si procede con un altra pratica di respiro, sempre 5 volte: si inspira con la sinistra, si chiude il collo, piegandolo sul petto e si espira con la destra ( durante l’estate si può inspirare solo dalla sinistra perchè raffredda la temperatura corporea, durante l’inverno solo dalla destra perchè riscalda, durante l’autunno si usano entrambe)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inizia l’era Ayur-Thai

Mi perdonerete l’inizio da Guerre Stellari…è che si deve colpire, incuriosire, affascinare e divertire tutto nelle prime due righe, altrimentinontibadanessunoinquestomondocosìormaisenzapause…

Monadis a parte , come direbbero in Friuli, riporto qui l’estratto di un nuovo progetto che mi sta molto a cuore, e di cui alcuni di voi sono già informati: un percorso formativo, esperienziale dedicato all’alimentazione e alla tecniche corporee in Ayurveda e nella medicina Tradizionale Thailandese.

E’ un percorso modulare, scomponibile e ricomponibile secondo le esigenze di ciascuno. Ognuno può frequentare cosa desidera: lo stile ikea ormai impera anche nei corsi di formazione.

Vi lascio dunque all’Ayur-Thai e quando e se avrete voglia di maggiori delucidazioni scrivetemi.

Primo Corso in Discipline Ayurvediche e Thailandesi

AYUR-THAI

L’Ayurveda è il più antico sistema di cura di sé, ancora in uso, che l’umanità abbia.

E’ vasta come l’oceano, profonda come il cielo stellato, complessa quanto l’esistenza.

E’ una scienza, uno stile di vita, un modo di cooperare con la Natura e vivere in armonia con Essa.

E’ una conoscenza tradizionale, universale, senza tempo, radicata nel cuore di ogni forma vivente.

E’ la conoscenza della vita e dei suoi scopi principali, della salute e del suo mantenimento, della prevenzione e cura delle malattie.

E’ la comprensione sapiente del corpo e della sua intelligenza e dell’alchimia che regola la nutrizione armoniosa ed equilibrata.

Da essa nascono molte altre discipline relative al benessere tra cui, figlia prediletta, anche la medicina tradizionale thailandese.

Per poter capire e praticare i principi alla base dei trattamenti corporei ayurvedici e thailandesi e conoscere le basi e la loro applicazione nella vita quotidiana della cucina ayurvedica e thailandese, l’Anea di Pordenone, in collaborazione con Eleonora Chinellato, ha organizzato il

PRIMO CORSO IN DISCIPLINE AYURVEDICHE e THAILANDESI

AYUR-THAI

Il corso è aperto a tutti e non richiede competenze specifiche pregresse.

Il corso è stato studiato per permettere a CHIUNQUE di poter comprendere le basi della filosofia e dello stile di vita Ayurvedici e Thailandesi e poterle PRATICARE fin da subito.

Il corso si articolerà in 4 fine settimana a cadenza mensile, dedicati ai trattamenti e alla base della cucina ayurveda e in 16 incontri infrasettimanali, dedicati ai trattamenti thailandesi e all’utilizzo delle spezie nella cucina ayurvedica e thailandese.

I primi due fine settimana li dedicheremo ai principali Massaggi Ayurvedici, facendo subito seguire la pratica alla teoria: i trattamenti più importanti da eseguire saranno spiegati nel dettaglio e poi eseguiti dal singolo e dal gruppo classe.

Gli ulteriori 2 fine settimana saranno dedicati all’Alimentazione Ayurvedica e saranno ugualmente teorici e pratici: capiremo quali sono i principi alla base della Dieta secondo l’Ayurveda e cucineremo insieme menù ayurvedici alla conclusione delle due giornate.

Il percorso proseguirà con lo studio delle discipline corporee thailandesi: 8 incontri infrasettimanali dedicati allo studio e alla pratica del massaggio tradizionale, da eseguire sul lettino, e il massaggio ai piedi tradizionale.

Per approfondire poi la parte relativa all’alimentazione, dedicheremo 8 incontri, teorici e pratici, alle spezie, alle loro proprietà e utilizzo, nella cucina ayurvedica e thailandese.

Questo percorso è stato studiato per dare la massima libertà a chiunque voglia iniziare ad apprendere, o approfondire, alcune tematiche relative al mare magnum dell’Ayurveda e della Medicina Thai. Sono possibili diverse combinazioni trasversali e lineari, che tocchino 1 tema- sfera o più di una.

I fine settimana dedicati al massaggio ayurvedico (2) e al corso base e avanzato di cucina Ayurveda (2) sono indivisibili; tutti gli altri corsi si possono seguire singolarmente e indipendentemente

Si potrà scegliere il percorso Ayur, che comprende 2 fine settimana dedicati al massaggio ayurvedico, i 2 fine settimana di corso base e avanzato di cucina ayurveda e 1 corso infrasettimanale dedicato ad (alcune) spezie nella cucina ayurveda.

Si potrà scegliere il percorso Thai, che comprende i 2 corsi infrasettimanali dedicati al massaggio thai sul lettino e al massaggio thai ai piedi e 1 corso dedicato alle spezie nella cucina thai.

Si potrà scegliere il percorso Cucina , che comprende i 2 fine settimana di corso base e avanzato di cucina ayurveda e 1 corso infrasettimanale dedicato ad (alcune) spezie nella cucina ayurveda

Si potrà scegliere il percorso Spezie, che comprende 2 corsi infrasettimanali dedicati alle spezie nella cucina ayurveda e thai

Si potrà scegliere il percorso Trattamenti, che comprende 2 fine settimana dedicati al massaggio ayurvedico e i 2 corsi infrasettimanali dedicati al massaggio thai sul lettino e al massaggio thai ai piedi

CALENDARIO FINE SETTIMANA 2017 & 2018

A) 11 e 12 Novembre(orari: 9-13, 14-18)

B) 9 e10 Dicembre(orari: 9-13, 14-18)

MASSAGGIO AYURVEDICO

Questa mia mano è benedetta, perché contiene tutte le possibilità curative, il puro tocco di questa mano cura tutte le malattie”.(Rgveda)

Teoria e pratica di 6 trattamenti ayurvedici:

Sarva Abhyangha (trattamento con olio del corpo)

Shiro Abhyangha ( trattamento con olio della testa)

Pada Abhyangha ( trattamento con olio dei piedi)

Udvartana ( trattamento con polveri del corpo)

Shiro Dhara (oleazione della testa)

Patra Pinda Sveda (massaggio con tamponi di erbe e spezie)

 

C)10 e 11 Febbraio(orari: 9-13, 14-18)

D) 17 e 18 Marzo(orari: 9-13, 14-18)

CORSO BASE & AVANZATO DI CUCINA AYURVEDA

Se la dieta è pura, sarà pura anche la mente e se la mente è pura, anche l’intelletto lo sarà”. (Leggi di Manu)

Teoria dei Tri (3)Dosha: Vata, Pitta e Kapha

Dieta e stile di vita ideali per i 3 Dosha

Fondamenti di nutrizione ayurveda

Preparazione e pratica di menù ayurvedici

CALENDARIO CORSI INFRASETTIMANALI, 2017- 2018

1) LA MAGA DELLE SPEZIE AYURVEDICHE (orari: 20-23)

  • Giovedì 26 Ottobre: ZAFFERANO

  • Giovedì 9 Novembre : CARDAMOMO VERDE E NERO

  • Giovedì 30 Novembre : CHIODI DI GAROFANO E CANNELLA

  • Giovedì 14 Dicembre: ANICE E AJWAIN

Il corso sarà teorico e pratico, con preparazione collettiva di un menù centrato principalmente sulle spezie in esame

2) LA MAGA DELLE SPEZIE THAILANDESI (orari: 20-23)

  • Mercoledì 5 Febbraio : Garanga

  • Mercoledì 19 Febbraio : Lemon Grass

  • Mercoledì 7 marzo : Curry verde

  • Mercoledì 21 marzo : Curry rosso & giallo

Il corso sarà teorico e pratico, con preparazione collettiva di un menù centrato principalmente sulle spezie in esame.

3) MASSAGGIO TRADIZIONALE THAILANDESE SUL LETTINO (orari: 20-23)

  • Giovedì 1 Febbraio
  • Giovedì 15 Febbraio
  • Giovedì 8 Marzo
  • Giovedì 22 Marzo

    Il massaggio tradizionale Thai è l’arte di toccare alcuni punti che si trovano su linee invisibili, chiamate le 10 linee del massaggio Thai o 10 Sen. Tutte queste linee si trovano a 2 cm. sotto la pelle e si diramano in tutto il corpo. Quando queste linee vengono lavorate, con pressione, sfioramento o frizioni, stimoliamo e interveniamo su tutti gli organi interni.

    Si lavora sul sistema muscolare, con delicate pressioni e frizioni sulle fasce atte a sollevare i muscoli da tensioni contribuendo a ripristinare la funzionalità del tessuto connettivo.

    Le pressioni leggere operano molto profondamente sul sistema linfatico e circolatorio.

    Operando in tal modo sul sistema linfatico, andiamo a sollecitare il sistema immunitario ad eliminare tossine ed elementi di disturbo. Gli stretching leggeri permettono il lavoro sui canali energetici, muscoli, tendini e legamenti.

    Tutto ciò al rilassamento e al coinvolgimento del sistema emozionale della persona trattata

4) MASSAGGIO TRADIZIONALE THAILANDESE DEI PIEDI (orari: 20-23)

  • Giovedì 12 aprile
  • Giovedì 26 aprile
  • Giovedì 10 maggio
  • Giovedì 24 maggio

    Il Massaggio thailandese dei piedi è stato sviluppato nel corso dei secoli, in parte sotto l’influsso dell’ Ayurveda e della Medicina Tradizionale Cinese.

Sulla superficie del piede esistono dei punti così detti di riflesso, che corrispondono alle varie parti del corpo: una loro opportuna stimolazione è in grado di agire sugli organi corrispondenti tramite un’azione di “riflesso energetico”.Il Massaggio thailandese dei piedi si estende fino alle caviglie e alle gambe. Al termine del massaggio dei piedi e delle gambe vengono effettuate delle manovre anche sul collo, spalle e braccia. Il terapeuta utilizza anche un bastoncino di legno, appositamente progettato per praticare il massaggio

Il tempo del commiato

melagrana

Stamattina mi sono svegliata alle 2.40. E’ l’ora profonda della notte, il momento in cui, se ci sveglia, ci si ritrova nel palazzo dell’ansia, secondo la medicina tradizionale cinese. Anche secondo l’Ayurveda è l’ora in cui Vata domina, e Vata può, se in eccesso, creare ansia.

Non mi capita quasi mai, ringraziando il Signore ( e la Signora). Le rare volte in cui accadde, fu per lutto, separazioni, senso di oppressione per le troppe cose da fare che incombono alla soglia della veglia, o iperstimolazione sensoriale e mentale.

Credevo che stanotte il motivo fosse stato proprio l’iperstimolazione. Sono stata al festival di lettaratura che ospitiamo a Pordenone ogni anno, Pnlegge, e mi sono abbeverata di sollecitazioni mentali di vario genere, raffinate e stimolanti.

Ma non è tutto qui il motivo: nel corso degli anni sono diventata,infatti, discretamente brava a ridurre la mia tendenza naturale a sobrequedar, una parola spagnola meravigliosa, difficilmente traducibile, che indica il fare troppo di tutto insieme, sempre e comunque.

Il motivo è nell’intensità della melagrana, nell’urgenza della pioggia, nel precipitarsi del giallo della foglia: è il tempo di Navaratri.

Navaratri è la mia festa preferita,tra tutte quelle Hindu che conosco. La celebro da quando l’ho vissuta per la prima volta in India, non sapendo nulla. Ora ne so ben poco di più, perchè come tutti i simboli i suoi significati e sensi sono inesauribili, ma la vivo con molta più aspettativa, coscienza, attenzione e preparazione.

E’ una festa dedicata al Principio, che abita tutto, nella forma della Dea, della Shakti, della Madre Divina.

Si celebra ad ogni cambio di stagione, ed è una splendida occasione di accomiatarsi con discrezione dal mondo esterno e avventurarsi nel proprio mondo interno. E’ riaffacciarsi al proprio giardino, chiedendosi perché mai ce ne siamo allontanati. E’ ricordarsi della nostra vibrazione più sottile che abita nella parte interna del cuore e sentirla risuonare fin dentro i denti.

Tendevo ad arrivare a questo appuntamento come chi arriva a una sessione di meditazione di gruppo in ritardo, dopo aver corso in macchina e aver telefonato tutto il tempo; il tempo che ci metti a entrare nella giusta dimensione ed è già ora di andarsene.

Questa volta invece è diverso: ci arrivo abbastanza gradualmente, senza troppi spasimi e acrobazie per far combaciare il tutto e, in più, la mia figlioccia-nipotina mi traghetterà, come una vera paraninfa, all’entrata del tempo della Dea. Niente di meglio che una bimba di (quasi) 9 anni che dorme a casa tua la notte prima e che si sveglia il giorno dell’inizio: la Dea sarà qui, anche di più del solito e avrà la sua forma.

Auguro a chiunque legga queste righe di poter sperimentare, durante questa settimana, quella gioia che è la matrice del nostro essere e che abbiamo in comune con l’Universo.

Jay Ma.

 

 

 

Buoni propositi, 1 Settembre 2017

buoni propositi.jpg

Il 1 Settembre, per me, è quasi più principio e inizio del 1 Gennaio; vuoi perchè mi piace seguire di più il calendario indiano (per cui l’inizio dell’anno è il 14 gennaio), perchè il 1 gennaio era anche il compleanno di mia madre, perchè agosto è tempo disteso, ozioso, fine dell’opulenza estiva (fulgore che già nasconde il tramonto) … Settembre è,insomma, per me preludio, più che Gennaio

Per cui, allo scadere di questo strano venerdì 1 settembre 2017, i miei BUONI propositi, non così intimi e dunque pubblicabili ( quello che è veramente proprio non si scrive, si vive), in rigoroso ordine sparso:

  • ricordarsi che niente è così importante da farti perdere la pace
  • svegliarsi le mattine dalle 530 alle 555, esclusi fine settimana, vacanze e giorni di mestruazioni
  • andare allo studio di yoga almeno 2 volte la settimana
  • continuare a fare 3 surya namaskar ogni mattina, fine settimana e vacanze inclusi
  • continuare a non fumare, senza buttarsi sull’ouzo
  • andare in bicicletta quanto più possibile
  • andare in montagna a camminare molto moltissimo (con o senza cai)
  • lavorare meglio, con più continuità e con meno fatica
  • imparare e organizzare qualcosa di nuovo sull’Ayurveda
  • iscriversi a un corso di canto ( da sola o in gruppo)
  • imparare a fare qualcosa con le mani che possa fare dovunque (uncinetto? acquarello?)
  • imparare il greco moderno
  • dedicare delle ore della settimana a un po’ di servizio
  • imparare qualcosa di nuovo sulla morte
  • andare al cinema con il papà e vederlo almeno 2 volte alla settimana
  • telefonare 1 volta alla settimana a un amico/a o a un parente che non sento da tempo
  • reimparare a giocare a scacchi e a backgammon
  • imparare il burraco
  • ballare
  • coltivare quotidianamente la pazienza e la gratitudine
  • amare chi ho a fianco
  • praticare quello che già so
  • crescere in grazia e responsabilità

e i vostri?

“Smetti di ruminare sul significato delle cose. 

Impara a immergerti nel flusso e riflusso del tuo respiro.

Impara a meditare come il mare.

 L’ esistenza è un mare pieno di onde; guarda come, innumerevoli, appaiono sulla superficie dalla profondità, mentre il mare resta nascosto in esse.

Percepisci quello che è nascosto nelle onde.

Scopri nella profondità del tuo respiro il Pneuma, il respiro di Dio”.

( Padre Serafino, Monte Athos)

Avrei avuto voglia di scrivere 

Sui vaccini e l’ Ayurveda

Su bevande rinfrescanti

Sul fatto che non occorre avere figli per essere madri

Sulla Gioia e Grazia di avere un Guru

Avrei voluto, ma non l’ho fatto.

Ora è il tempo di andare e di stare, anche in silenzio; è il tempo per maturare, far cadere in sé e a sé ritornare 

A presto

Auguro a tutt* di andare e stare

Supponenza

Ho avuto, da che mi ricordi, la brutta tendenza a pensare a come gli altri potessero stare meglio o essere più felici di come fossero, seguendo le mie indicazioni, consigli, esempio, stile di vita.

Ciò credo che mi derivasse da una natura parecchio direttiva e sufficientemente giudicante. Accoppiata pessima.

Ritrovarsi a pensare a come starebbe più in salute qualcuno a te caro, se solo seguisse i tuoi consigli; insistere perchè qualcun altro si metta a fare corsi vari, perchè gli farebbero bene; offendersi perchè qualcuno non ti ha chiesto il parere su un argomento su cui avevi molto da dire; rimuginare, come gli anziani, sulla brutta china che sta prendendo l’esistenza di qualche tapino o tapina e via discorrendo…

Facendo la terapista, seppur non la psicoterapeuta, raccolgo le confidenze e i dilemmi altrui, Mi piace molto ascoltare, da sempre, e a quasi tutti piace parlare di sè, per cui il gioco riesce abbastanza semplicemente.

Chi viene da me si scopre a chiedermi consigli e suggerimenti di varia natura, su vari aspetti e lati oscuri delle sua vita, e io mi scopro a darglieli, per fortuna con garbo e gentilezza, a tratti inaspettati anche per me.

Sono stata (mi piace usare il passato prossimo, perchè indica comunque che l’azione si è conclusa, forse) sempre discretamente tranchant nel mio consigliare agli altri, sopratutto quando il consiglio non era richiesto.

E’ dunque con discreta meraviglia che accolgo una nuova meno stessa, sempre meno critica e supponente. Che sia perchè soddisfo questo “bisogno” con il mio lavoro, o perchè col tempo maturano anche le nespole o anche forse perchè, se Dio vuole, sto diventando più accogliente grazie alla pratica quotidiana, o tutte queste cose assieme.

E così mi sono ritrovata a intravedere di sfuggita un’amica, che la vita ha leggermente distanziato da me, per mille motivi, e a realizzare, con la stessa immediatezza di un pugno che si trasforma in rosa, quanto fosse bella.

Quanto fosse perfetta così com’era, così diversa da come immaginavo che lei dovesse diventare per essere felice, eppur felice, funzionante, a suo agio in se stessa, nel suo modo di essere così distante dal mio, eppure ugualmente valido, buono, giusto.

E’ stata un’apertura bellissima, sull’accettazione della perfezione di ciò che è, così com’è, distante e sideralmente diverso da quello che tu immaginavi dovesse essere.

E ti ridimensioni. Per fortuna.

E ti espandi all’accettazione. Meraviglia.

 

 

 

 

Quando le cose vanno come devono andare

Scuola-Medica-salerno

 

Una delle mie parole preferite in sanscrito è dharma.

E’un simbolo, più che una parola; in quanto simbolo, racchiude in sè innumerevoli significati, che mai possono esaurire il suo senso, sempre e perennemente sovrabbondante ogni possibile definizione.

Dharma è verità, ciò che è appropriato; è il dovere di ognuno, l’obbligo morale; è il giusto, il virtuoso, il meritorio; è il modo in cui le cose sono e il modo in cui dovrebbero essere.

In quest’accezione ne vorrei parlare oggi.

Ho sempre amato la modalità tradizionale di insegnamento : in India e in Italia, quando sono stata a lezione di hindi o di Ayurveda, ero da sola, a tu per il tu con l’insegnante, o in un ristretto gruppo. Oltre a sentire con le orecchie, vedere con gli occhi, comprendere con la mente e trascrivere con le mani, era lo stare a stretto contatto con la conoscenza di qualcuno ciò che, forse, mi ha più insegnato qualcosa.

Era l’amore per la materia,  che passava dal cuore dell’insegnante al cuore dell’allievo, quello che rendeva possibile la comprensione. Anche se non comprendevi, perchè erano cose così diverse, lontane e astruse, il solo fatto che qualcuno che le amasse te ne parlasse e te le mostrasse era già abbastanza.

Ne intuivi la bellezza, l’importanza, stupendoti di quanto ignoravi di ignorare. Ciò avveniva di solito alla fine della lezione quando, alle periferie della tua comprensione, cominciavano a manifestarsi dei paesi che fino ad allora ti erano sconosciuti e, con essi, il desiderio di andarci, di partire alla descobierta de la isla. 

Poteva anche non interessarti più, una volta scoperta, ma dovevi passarci, dovevi provare a vedere se quello era il luogo verso cui sentivi quello struggimento così forte, quell’appartenenza inspiegabile…

Ero un po’ orfana di tutto questo: avevo di nuovo voglia di imparare, di affidarmi, di sedermi sul ciglio di un nuovo mondo e di stupirmi, ancora e ancora, di quante cose ignori e di quanti misteri abitano il mondo e la creazione.

Volevo ancora fascinazione, affreschi epici, cosmogonie, genesi, fisiologia misterica, simbolismo, Dio e i suoi lanci di dadi con il mondo.

E, finalmente, li ho ritrovati. Senza nemmeno cercare troppo l’occasione, avverando, ancora una volta, la frase che afferma che, quando il discepolo è pronto il maestro arriva. 

Non sapevo nemmeno di volerlo un insegnante, ma nel momento in cui il Dottor Dorigo ( di cui ho già scritto qui) mi ha proposto di essermi insegnante e di condividere con me parte di quello che lui sa, ho accettato subito, ringraziandolo e ringraziando l’Universo di questa splendida occasione.

E in questo si è manifestato il dharma, nella sua profonda bellezza, quando ciò che è, è quello che dovrebbe essere. In questo caso il mentore e l’allieva, il saggio studioso della materia della creazione e chi, come me, è apprendista stupefatto della sua bellezza,  pronto a sentir cantare le sue meraviglie; l’anziano che tanto ha visto e studiato e la giovane (quasi non più per altro) che si sta affacciando alle leggi che governano tutto.

Avere questa possibilità, di essere così in linea con ciò che è giusto, vero, con ciò che dovrebbe essere, mi fa sentire perfettamente al mio posto.

Auguro a tutti un sentire del genere, in tutte le sue variegate forme