Della paura di non farcela

Da pochi giorni ho preso una decisione che, per me, è importante: invece di avere una presenza discontinua allo studio dove lavoro, ho iniziato a starci 4 giorni su 5. Invece di dare un tot per ogni singolo trattamento, abbiamo deciso per una cifra mensile, indipendente dal numero di appuntamenti.

Credo che alla maggior parte delle persone che fanno quello che faccio, terapisti liberi professionisti, questo sembri un passo normale, anzi: solo ora lo fai?

Per me, invece, è una grande scommessa.

Ho deciso di dedicarmi esclusivamente alla cura delle persone che vengono e verranno da me, con tutti gli strumenti a me a disposizione: ayurveda, thai, aghor yoga, ascolto attivo e amorevole, psicomagia…

Per anni mi sono dedicata all’Ayurveda e ad altre cose contemporaneamente: quando le persone mi chiedevano che lavoro facessi, rispondevo che facevo la terapista ayurvedica e anche l’insegnante di italiano agli stranieri, di inglese agli italiani e di comunicazione efficace…

Il non fare unicamente una cosa era dettato dall’avere più passioni, le lingue e l’insegnamento, ma anche, e sopratutto, dalla paura di non farcela, lavorando solo come terapista ayurvedica, a vivere decorosamente.

Per fortuna ho un compagno che ha sempre apprezzato quello che faccio e mi ha sempre spronato a sperimentare metodi, mezzi, strategie, per poter effettivamente essere indipendente facendo quello che amavo fare.

Per anni le sue parole però si sono sempre scontrate con ritrosia, pigrizia mentale, mancanza di progettualità efficace, tentativi inefficaci…tutto ascrivibile, alla fine, ad un’unica causa: la paura di non farcela.

Quando non hai abbastanza fiducia nelle tue capacità, nella tua formazione, nelle possibilità di successo che potresti avere, trovi decine di motivi per frenarti: Pordenone è una piazza difficile; non sono una fisioterapista nè un’estetista e il mio lavoro è difficilmente inquadrabile; la gente ha sempre meno soldi da poter dedicare a queste cose; ci vuole troppo tempo per crearsi una clientela che mi permetta di sopravvivere; nessuno sa chi sono e pochi capiscono quello che faccio; non potrò mai avere successo facendo quello che sto facendo; forse dovrei smetterla e decidere di trovarmi un lavoro serio, che mi garantisca uno stipendio sicuro alla fine del mese…

Tutti dubbi validi, ragionevoli, corretti, che fanno leva principalmente sulla paura di aver preso la strada sbagliato, avendo scelto la libertà e la vertigine, invece della calda sicurezza.

Quando devi riempire le giornate della tua agenda, giorno dopo giorno, e non hai nessuna certezza che questo possa avvenire, arriva la morsa dell’ansia (figlioccia della paura) che prende il basso ventre, fa corrugare la fronte, fa correre il più possibile per colmare gli spazi vuoti e fa rivalutare tutte le altre possibili strade lavorative.

A me veniva e a volte viene tutt’ora, e non è mai un bel momento.

Quando mi accade mi obbligo a fermarmi, a respirare, respirare e respirare. Poi comincio a parlarmi, a parlare dolcemente a quella parte di me che trema d’angoscia, rintanata nel fondo delle viscere:

” Shhhh, shhhh, shhhh, su, su, su…tranquilla, respira, tranquilla…stai facendo bene, se senti così prosegui sulla tua strada, non ti preoccupare. Fai quello che devi fare, gli articoli per il blog, la pubblicità, i volantini, l’azienda cosmetica biologica, le offerte promozionali, i social media, risparmio netto, benesserefvg, i video sulle spezie, le mailing list, le consulenze ayurvediche, i progetti futuri, lo studio quasi solo per te…affidati, abbi fiducia, ascoltati, abbi fede in quello che senti. Non ti ricordi di quello che si diceva nel Vangelo: guardate i fiori dei campi, che non si preoccupano dei vestiti eppure…si lo so che non sei un fiore ma un essere umano e che hai altre necessità , ma ricordati che quando fai tutto quello che devi fare, che quando stai facendo qualcosa che senti non potrà andare male. Fai il tuo tranquilla, tutto quello che puoi fare e poi lascia che se ne occupi la Divina Provvidenza. Fidati di te: se senti che quello che stai facendo è buono, vero, giusto. allora vai e mettici tutto il tuo impegno, dedicati solo a questo e concentra la tua energia lì…Tutto andrà bene vedrai…”

E, lentamente, passa…

 

 

 

 

 

 

2 pensieri su “Della paura di non farcela

  1. Capisco molto bene la paura di non farcela.
    Ma sei brava anzi bravissima e puoi solo farcela….alla grande!!

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