Multitasking? No, thanks!

Essere in grado di fare più cose contemporaneamente, o quasi, è sempre stato un motivo di vanto, specialmente per le donne.

Io, nonostante donna ( e che donna!) sono, in questo, un disastro. Per mia natura sono tendenzialmente distratta e faccio parecchia fatica a seguire passo dopo passo le applicazioni pratiche e quotidiane di quello che penso, immagino, organizzo.

Mi ritrovo molte volte ad aprire mille finestre sul pc, dimenticandomi di quello che dovevo fare per prima cosa; a telefonare a qualcuno senza ricordarmi chi stavo chiamando; a dovermi scrivere le cose da fare con la sequenza corretta, in modo da non perdermi lungo la strada e altre amenità del genere.

Oramai non me ne faccio più un cruccio, sopratutto da quando ho scoperto che la mia natura è prevalentemente Vata & Pitta, e ciò comporta iniziare molte cose senza finirne nessuna, essere con la testa sulle nuvole, o in continuo movimento e disinteressarsi delle minutaglie pratiche, una volta che già si è dato il proprio contributo dipingendo gli scenari di riferimento e coerenti impalcature concettuali.

Lo scopo dell’esistenza, ayurvedicamente parlando, è però spuntare le asperità,colmare le lacune, integrare in se stessi quello che non è già prevalente nella propria natura… per me è dunque ayurvedicamente importante lavorare sul radicamento, la stabilità, la lentezza, la pazienza, la calma, caratteristiche queste che appartengono precipuamente a kapha, che non è in me prevalente.

Devo inoltre aggiungere che l’assenza di concordanza tra un oggetto e i suoi sensi, quello che si chiama asatmya indriyartha samyog, o uso improprio dei sensi, è una delle cause della malattia secondo l’Ayurveda. I sensi possono essere usati poco, troppo o male. Quando li usiamo male è perchè facciamo più cose contemporaneamente, per cui mangiamo leggendo le mails, cuciniamo parlando al telefono, guidiamo aggiornando il nostro status su facebook.

Usando due o più sensi allo stesso momento, le informazioni che da essi provengono e che vengono elaborate dal nostro sistema nervoso risultano confuse, frammentate e disordinate. Vivere con questa modalità è disfunzionale, disarmonico e innaturale. A lungo andare ciò comporta un indebolimento dei sensi e della mente, che può generare patologie.

Per tutti questi buoni e validi motivi, la mia pratica , e spero da oggi anche un po’ la vostra, riguarda il radicamento, la calma, la lentezza, il fare una cosa per volta, senza lasciare qualcosa a me

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