Amo molto alzarmi prima dell’alba: è un’abitudine che ho preso quand’ero in India, dove tutti, più o meno, si alzano prestissimo. Qui non riesco a farlo sempre, ma quando ci riesco le giornate hanno un sapore diverso. Passare dal buio alla luce, assistere al sorgere del sole che anche oggi è nato, come ieri e speriamo anche come domani, è miracoloso.

Specialmente oggi, che è la giornata della Luce: dopo la notte più lunga dell’anno testimoniare il ritorno della luce è meraviglioso.

Oggi è la festa della Dea della Luce, la Dea metà bianca e metà nera, ribattezzata poi con il nome di Santa Lucia per la Chiesa.

In questo giorno veniva anticamente celebrata e festeggiata la Dea Demetra, come ringraziamento per il raccolto che sarebbe nato a primavera: la Madre Terra giaceva addormentata dentro il tempio, nella grotta della rinascita.

Per i cristiani oggi è il giorno di Santa Lucia, giovane donna di Siracusa, che visse a cavallo tra il III e IV secolo d.c. Disperata per la malattia della madre, Lucia si recò in pellegrinaggio fino a Catania a pregare sulla tomba della martire Sant’Agata affinché la guarisse. Lì le apparve la santa, che le chiese di donare tutto e di aiutare i poveri. Lucia tornata a Siracusa lasciò il promesso sposo e si dedicò completamente alla vocazione religiosa. La tradizione vuole che visitasse i malati nelle catacombe con una candela sulla testa per farsi luce. Il promesso sposo, indispettito, la denunciò come cristiana alle autorità romane. Fu quindi sottoposta a torture e a martirio sotto il governo dell’Imperatore Diocleziano. Viene venerata come la santa della luce e considerata protettrice della vista.

Le spighe di grano, gli occhi e la luce sono i simboli dei riti di Eleusi: gli attributi della dea ctonia Demetra furono traslati sulla santa di Siracusa per soppiantare l’antico e sentito culto pagano con una ricorrenza di matrice cristiana.

Lucia, nel cui nome è evidente la presenza della lux, della luce, si veste di martire, indossando un vestito rosso carminio dona tutti i suoi beni ai poveri e si rifugia nella vita monastica curando i malati nelle catacombe, con una candela in testa, immagine che rimanda alla Dea Brigit, dea Celtica di luce e fertilitàfitta-foresta-di-pini-nella-luce-solare-di-inverno.

Lucia è la luce che giace anche nel più profondo inverno.

Lucia è la luce che attende paziente di essere riscoperta, anche se è sempre stata lì.

Lucia è la scintilla che abita le nostre più remote profondità.

Lucia è l’eterno rinnovamento,

è muta sogno di nuovo manto,

ghiaccio  nostalgia di rugiada,

ramo secco presagio di germoglio.

Apriamo gli occhi alla Luce.

 

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