L’esclusivitá del lutto

C’è un pensiero che mi ha visitato in questi giorni.
Un pensiero che,dipanato e chiarito,ha a che fare con due significati della parola esclusivitá.
Esclusivitá sia nel senso di unicità,sia nel senso di esclusione.

In questi giorni sono morti o stanno molto male i genitori di alcune mie conoscenti.
Malattie tra le più varie, più o meno lunghe,più o meno devastanti.
Quando l’ho saputo ho pensato:
” Già.Non sono l’unica”.

Non sono l’unica a cui è morta la mamma.
Non sono l’unica che era smarrita, smagrita e stanca davanti a una malattia che prendeva sempre più il sopravvento.
Non sono l’unica che amava silenzio solitudine e sudore per digerire il dolore.
Non sono l’unica che trovava le parole più dolci per salutare e raccontare agli altri quello che è stato,che è e che spera che sarà.
Non sono l’unica a dover gestire il vuoto in più di una vita,oltre che nella tua.Altre e altri hanno famiglie più vaste della mia,e i morti erano al centro di tanti più legami,stretti anche con bambini, a cui si deve ora insegnare cos’è l’eredità,la dolcezza del ricordo,la tristezza dell’assenza.

Quando l’ho saputo ho pensato
“So che cosa significa.”
In inglese si dice I have been there: ci sono stata,lì.
Lì dove sono ora loro; un altro lì,ma con lo stesso colore e sapore.
L’ho visitato lì: all’inizio la sola idea di andarci era odiosa.
Poi la strada è diventata così pulita e in discesa che ti portava lei stessa.
Poi,una volta arrivata lì mi sono seduta.
E ho pianto.
Lì ho anche compreso,accettato,pregato,perdonato,rasserenato,promesso e alla fine salutato.
Lì alla fine non era così terribile.
Ora che sono ritornata qui, dal mio primo viaggio , posso anche dirlo.

E posso vivere qui,sapendo che c’è un lì, in cui tutti prima o poi dovremmo andare.
E posso vivere qui, sapendo che qui e lì sono un po’ come il dorso e il palmo della mano.
E posso vivere qui dopo aver visto tanta gente che è stata lì e ha comunque continuato a vivere,anche vite più difficili e complesse della mia.
E posso vivere qui e parlare di lì a chi ancora non c’è stato e non ha mappe né bussole né acqua né viveri.

Perché non c’è nulla di esclusivo,né unico né escludente,nel lutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...